Home » Articoli , Generali

Il Centro Socio Culturale Rom di Avezzano

14 Maggio 2008 Commenti disabilitati su Il Centro Socio Culturale Rom di Avezzano , ,

Il Centro Socio Culturale Rom di Avezzano opera da 28 anni nella Città.

Visita il sito del Centro.

E’ stato fondato, infatti, il 10 dicembre 1978 e patrocinato dalla Caritas Diocesana dei Marsi con lo scopo di conoscere e di divulgare i Diritti dell’ Uomo, con particolare riferimento alla Comunità Zingara, ormai residente in Avezzano dagli anni del dopoguerra e ancora fuori da ogni contesto cittadino.

L’ attività del Centro Rom, svolta sempre da volontari Caritas, ha solennizzato ogni anno – il 10 dicembre – la giornata internazionale dei Diritti umani, coinvolgendo le autorità locali e la cittadinanza per combattere le conseguenze negative dell’ emarginazione subita dalla Comunità.

In particolare il Centro si è impegnato, grazie ai suoi volontari, per le seguenti attività:

  • Diritti Umani: oltre alla celebrazione annuale della giornata mondiale dei Diritti dell’ Uomo, si svolgono incontri sul tema presso Istituti di Istruzione pubblica, Enti ed Associazioni;
  • Assistenza alle famiglie Zingare: attraverso le richieste che giungono presso la Caritas, i volontari esercitano azione di condivisione agli eventi lieti e tristi della Comunità, attraverso assistenza per le necessità materiali;
  • Evangelizzazione : in linea con le Direttive dell’ Unpres – Ufficio Nazionale per la Pastorale dei Rom e dei Sinti – che fa capo alla Migrantes del Vaticano. Nell’ ambito religioso si incoraggiano le partecipazioni ai pellegrinaggi, come nella loro tradizione religiosa.

Pubblicazione del mensile Musciunep redatto con brani scritti dagli stessi Rom, ad oggi all’ dodicesimo anno, quale mezzo di fratellanza tra le famiglie e di amicizia con la Caritas .

Tutto quanto sopra descritto ha come scopo la formazione di una coscienza individuale improntata all’ insegnamento evangelico: perdonare l’ esclusione e tentare di mantenersi entro i limiti della legalità.

Attualmente la Comunità Zingara di Avezzano, residente e stanziale, conta 220 individui.

Pur registrando l’ assegnazione di Alloggi popolari per l’ eliminazione dei disagi del baraccamento e della promiscuità, si è evidenziata una ghettizzazione della Comunità stessa, dato il rifiuto dei coinquilini Gaggè ( non zingari ) che hanno abbandonato, prima o dopo, le proprie abitazioni.

Negli ultimi dieci anni si registra un incremento della frequenza scolastica obbligatoria dei ragazzi, anche se rimane il disagio dovuto alla mancanza di accoglienza da parte dei compagni e , purtroppo, talora anche da parte degli insegnanti. A questo si aggiungono le naturali difficoltà dei ragazzi Rom dovute al loro bilinguismo: essi infatti nell’ età prescolare e sempre in famiglia parlano la loro lingua “romanì cib”, che, derivante dal Sanscrito, è affine alle lingue indiane moderne, e non ad un gergo furbesco da loro inventato, come spesso si crede ancora.

Piaga della Comunità resta l’ accesso al lavoro: la mancata qualificazione, e soprattutto la diffidenza e il rifiuto tengono lontani i giovani rom dal lavoro e spesso dalla legalità.

La storia e l’ esperienza dei pochi volontari Caritas fanno toccare con mano che le Comunità ospitanti non sanno o non vogliono accogliere il popolo più mite del mondo: in particolare in Italia, dove da più di cinque secoli sono arrivati senz’ armi, senza pretese, senza programmare conquiste, né moschee, né scuole proprie. Anzi, nonostante la proclamazione dei Diritti Umani, la Comunità continua ad essere misconosciuta e rifiutata con conseguente integrazione “dal basso” e assimilazione.